AI a due velocità: la memoria vola, il cloud non basta a convincere

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By: Alessandro Zoni / 28 Luglio 2026

Nel comparto AI convivono due mondi opposti: chi costruisce l’infrastruttura fisica continua a correre, chi deve dimostrarne il ritorno resta sotto esame anche dopo aver pubblicato i numeri.

Micron resta l’emblema del primo mondo: il titolo ha corretto di circa un quinto dai massimi di fine giugno, sopra i 1.200 dollari, chiudendo a 920,95 dollari il 24 luglio, ma resta su un guadagno di circa il 250% da inizio anno. Traino: la memoria HBM, richiesta in eccesso dai data center AI.

Il contrasto stride anche dentro i chip “logici”: Broadcom è salito solo del 7% da inizio anno, ben lontano dall’exploit di Micron — il rally premia selettivamente il collo di bottiglia fisico della memoria, non l’intero comparto semiconduttori.

Sul fronte software, il primo verdetto è arrivato il 22 luglio con Alphabet: Google Cloud è cresciuto dell’82% a 24,8 miliardi di dollari, ben oltre le attese, ma il titolo ha comunque perso terreno perché il capex è raddoppiato su base annua e il mercato ha letto la spesa aggressiva come un segnale di incertezza sui tempi di ritorno degli investimenti AI. Microsoft resta sotto di oltre il 20% da inizio anno e Meta di quasi il 10%: nella settimana l’ETF Magnificent Seven ha perso oltre il 5% mentre i semiconduttori salivano.

La domanda di fondo resta la stessa: infrastruttura prima, ritorno dopo è la sequenza fisiologica di ogni ciclo tecnologico — o la parte sbagliata del trade si sta gonfiando?

Il fatto che nemmeno un’accelerazione cloud come quella di Google basti a rassicurare il mercato è un segnale da non sottovalutare? Continueremo ad analizzare i dati con i risultati attesi per questa settimana: Microsoft, Meta e Amazon riportano i dati mercoledì e giovedì, seguite da Apple.

Da guardare: guidance sul capex per il secondo semestre, margini e generazione di cassa.

Se la spesa sale senza contropartita sui margini, la bolla rischia di spostarsi dal chip al software; se il cloud accelera senza comprimere ulteriormente gli utili, la rotazione dal mondo chip al mondo software potrebbe avviarsi.

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