By: Alessandro Zoni / 8 Giugno 2026
Siamo vicini probabilmente alla più grande IPO (https://www.borsaitaliana.it/borsa/glossario/ipo-offerta-pubblica-iniziale.html) della storia dei mercati finanziari e ogni operatore o sito specializzato comincia a dare i propri suggerimenti sull’acquisto o meno di tali azioni.
Noi non ci focalizzeremo su questo ma sulla storia di tutte le maggiori IPO guardando a come si sono comportati i maggiori titoli a distanza di 3 o 6 mesi dalla loro quotazione.
Mediamente i titoli analizzati (il campione è rappresentativo di tutte le ultime IPO tra cui ad esempio Meta, Google, Tesla, etc…) dimostra che a distanza di 3 mesi i titoli hanno performato con +7% mentre a distanza di 6 mesi dall’IPO il rendimento medio è pari a -3,7%.
Questi dati ci indicano che nel breve periodo la “fame” per questi titoli è elevata e questo fenomeno può scaricarsi sul prezzo che cresce. Tale dinamica però mediamente lascia il posto ad un aggiustamento di prezzo nel medio periodo. I drawdown medi dei titoli invece sono pari al 33% (ossia il titolo scende mediamente fino al -33% dal prezzo di IPO). Questo dato ci conferma che queste operazioni molto spesso sono guidate dalla speculazione dei grandi fondi che quando decidono di togliere liquidità dal titolo il loro valore scende. Ovviamente non per tutti i titoli vale questa regola ma mediamente dobbiamo aspettarci dei movimenti al ribasso molto violenti anche in titoli che nel lungo periodo guadagneranno valore rispetto all’IPO (un esempio su tutti è stato Google che dopo 3 mesi ha guadagnato il 72% e dopo 9 mesi il 92%).
Facciamo anche un approfondimento sulla seduta di venerdì scorso del Nasdaq che ha portato l’indice a chiudere a -4,18% paventando scenari molto negativi per l’indice.
In realtà siamo andati a ricercare nella storia le 10 discese più violente del Nasdaq negli ultimi 36 anni e la discesa di venerdì non è assolutamente ascrivibile tra queste.
Il senso di questa ricerca è capire quanto queste discese possano far parte di un mercato che comunque continua la sua crescita e la risposta è la seguente: discese di questo tipo si associano a prese di profitto che nulla hanno a che vedere con cambiamenti di trend primari.

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